domenica 12 gennaio 2014

INTERVISTA DEL LEADER SOCIALISTA SARAGAT ALLA SETTIMANA INCOM DEL GENNAIO '47 - “NON SI TRATTA DI UNA SCISSIONE MA DELLA RINASCITA DEL PARTITO SOCIALISTA”.


Mutuiamo dal sito: http://democraziasocialista.it/  curato dal Circolo Socialista “GIUSEPPE SARAGAT” di Catania l’intervista, del 23 gennaio 1947, a Giuseppe Saragat, all’epoca rilasciata all’inviato del cinegiornale LA SETTIMANA INCOM .

Grazie ai compagni catanesi ed in particolare al compagno Nino Gennaro.


Buona Lettura



Si sono tenute a Palazzo Barberini in Roma, sabato 11 gennaio 2014, le celebrazioni per il 67° anniversario della fondazione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, Sezione dell’Internazionale Socialista, oggi PSDI.
In apertura dei lavori è stato presentato un documentario sullo storico evento, predisposto dalla Fondazione Gaetano Salvemini, che include una rara intervista al Presidente Saragat effettuata subito dopo la rifondazione del Partito - avvenuta a Palazzo Barberini l’11 e il 12 gennaio 1947 - e pubblicata dal cinegiornale “LA SETTIMANA INCOM” nel numero 42 del 23 gennaio 1947. A quei tempi i telegiornali non esistevano ancora, perché non c’era neppure la televisione (che in Italia inizierà ad operare solo nel 1954) e l’unico modo di vedere interviste e riprese filmate era al cinema, fra una proiezione e l’altra. I “pezzi” erano necessariamente brevissimi, per non annoiare gli spettatori. Questa intervista presenta numerosi aspetti di interesse, a incominciare dal titolo: “A COLLOQUIO CON SARAGAT” senza alcuna descrizione o appellativo dell’intervistato; ne ricordiamo solo alcuni. Saragat viene intervistato dal Direttore in persona del cinegiornale, come si addice ad un leader, e viene definito nella presentazione come “capo del Partito” sebbene formalmente non lo sia affatto. Il nuovo PSLI era infatti diretto da una Segreteria nazionale collegiale, di tre membri, composta da Giuseppe Faravelli, Alberto Simonini e Giuliano Vassalli, con Carlo Casati come segretario amministrativo. Saragat era solo uno dei tanti membri dell’ampia Direzione, composta da Faravelli, Saragat, Simonini, Martoni, Castiglione, Spalla, Mondolfo, Schiavi, Viotto, Quazza, Pietra, Vassalli, Zagari, Bonfantini, Dagnino, Matteotti, Valcarenghi, Chignoli, Tolino, Russo, Vera Lombardi e inoltre da D’Aragona, Corsi e Tremelloni, quali membri del Governo, da Treves per il quotidiano L’Umanità, da Canevari per il gruppo parlamentare e da Leo Solari per la Federazione Giovanile (FGSI). Il Direttore chiede a Saragat lumi sul programma del PSLI, ma Saragat si rifiuta di rispondere, in coerenza con le sue concezioni della democrazia interna del Partito, affermando che il programma verrà elaborato solo da un regolare congresso; chiarisce tuttavia che il Partito si propone di lottare per un “ordine nuovo”, fondato su entrambi i capisaldi del Socialismo Democratico: la giustizia sociale e la libertà. Sul delicato tema del comunismo, Saragat afferma che il PSLI non sarà mai anticomunista: invece“siamo e saremo sempre socialisti”. A una domanda sulla “scissione”, Saragat contesta vivacemente il termine, affermando che non d’una scissione s’è trattato ma - più appropriatamente - della rinascita del Partito Socialista, la “nuova casa” dove tutti i veri socialisti sono attesi e potranno ritrovarsi. In pochi giorni la metà del vecchio PSI aderisce al PSLI e il giornalista lo provoca, chiedendogli i nomi dei maggiori aderenti al nuovo Partito; Saragat risponde, in termini marxisti, che non ci sono maggiori o minori, perché nel nuovo Partito tutti sono “compagni” e quindi pari, ma che comunque gli iscritti a lui più cari sono i lavoratori.
Dopo il video segue l’esatta trascrizione dell’intervista.
LA SETTIMANA INCOM 23/01/1947
N 00042
INTERVISTA
A COLLOQUIO CON SARAGAT
L’Onorevole Giuseppe Saragat, capo del Partito Socialista Lavoratori Italiani, risponde ad alcune domande del Direttore de La Settimana Incom.
D: Qual è il programma del Suo Partito?
R: Il programma del Partito sarà elaborato da un regolare congresso. Fin d’ora possiamo affermare che il Partito si propone di lottare per un “ordine nuovo”, fondato sulla giustizia sociale e sulla libertà.
D: Quali i rapporti fra il Suo Partito e il comunismo?
R: Li ho definiti nel discorso di Palazzo Barberini, che è stato pubblicato integralmente dal giornale del Partito, “L’Umanità”. In ogni caso noi non saremo mai anticomunisti. Siamo - e saremo sempre - socialisti.
D: Quando ha pensato per la prima volta alla scissione?
R. Non ci ho mai pensato e non ci penso neppure adesso! Non si tratta di una “scissione” ma di una rinascita del Partito. Del resto sono certo che presto tutti i socialisti si ritroveranno riuniti nella nuova casa.
D: Chi sono per ora i maggiori aderenti al Partito?
R: Non ci sono aderenti né maggiori né minori. Ci sono dei compagni. E tra i compagni, quelli a noi più cari sono gli operai, i braccianti e gli impiegati.