mercoledì 15 gennaio 2014

CELEBRAZIONI 2014 PALAZZO BARBERINI – L’INTERVENTO DI CARMELO BARBAGALLO, SEGRETARIO CONFEDERALE E RESPONSABILE DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA UIL

Ringraziando Nino Gennaro e con lui i compagni del sito http://www.solenascente.it/ 





Nel corso della manifestazione organizzata lo scorso 11 gennaio 2014, dal Partito Socialista Democratico Italiano in occasione del sessantasettesimo anniversario della “scissione” di Palazzo Barberini , subito dopo il relatore ufficiale, il giornalista e scrittore Giorgio Giannelli, ha preso la parola, vivamente applaudito, il Segretario Confederale della UIL Carmelo Barbagallo, responsabile nazionale del settore organizzazione del Sindacato di via Lucullo.
Barbagallo era accompagnato era accompagnato da una qualificata delegazione composta da  Fortunato Parisi della UIL Medici, Nino Marino della UILA-UIL e Angelo Mattone della UILTrasporti.
«Ogni scissione presuppone l’inclusione. Lo strappo serve a correggere la linea strategica di un movimento, di un partito, senza del quale la deriva ultima investirà le linee guida e decimerà consenso. È questa l’intuizione che l’11 gennaio del 1947 guidò un manipolo di compagni, coraggiosi e lungimiranti, a fondare il Partito Socialista dei Lavoratori, indirizzando verso un nuovo corso la vita politica italiana».  Carmelo Barbagallo ha iniziato, così,  il suo intervento all’assise PSDI.
Il segretario confederale della UIL ha voluto affermare con forza la necessità di coniugare idee e prassi sia nel mondo del lavoro italiano, in particolare nell’unico sindacato laico, la UIL, che nell’ambito politico, in quell’area di ispirazione socialista che tanto ha prodotto sul piano dell’emancipazione sociale e civile in Italia e in Europa.
«Abbiamo bisogno di sindacalisti che lottino per riconquistare posizioni al movimento dei lavoratori e dei cittadini - ha detto Barbagallo - che diano dignità al lavoro e ai lavoratori, che riescano nell’impresa di promuovere i giovani e le donne a protagonisti di un’Italia rinnovata e rigenerata, e c’è altrettanto bisogno di socialisti che abbiano la voglia e la passione di fare i socialisti e sappiano farlo».
Il Segretario Confederale, responsabile dell’organizzazione in UIL ha affrontato, dunque,  con decisione il nodo irrisolto dei costi della politica e dell’evasione fiscale, proponendo una diversa visione dello Stato, interpretata come servizio ai cittadini anziché come arricchimento delle varie caste e sprechi, legati all’inefficienza della macchina statuale.
Barbagallo ha sottolineato il contributo decisivo che i giovani e le donne hanno dato per  fare uscire l’Italia dalla crisi e ha indicato il metodo che deve sovrintendere alla selezione dei gruppi dirigenti nell’Italia di oggi e di domani: il merito.
«Tornare a studiare seriamente, valorizzando la scuola e l’università, reintrodurre i concorsi». Dell’indulto, dell’affollamento delle carceri, della riforma della giustizia, in presenza di Marco Pannella, attentissimo ascoltatore, ha detto che l’utilizzazione delle caserme dismesse potrebbe essere una importante occasione per trasformarli in penitenziari, consegnando, così, una dimensione vivibile ai carcerati e al corpo della polizia penitenziaria, ridando scopo e dignità ai prigionieri e alle guardie, aiutando i primi nel processo di riabilitazione e i secondi nel loro lavoro di sorveglianza».
Barbagallo nella sua disamina ha poi sostenuto che si pone stringente l’esigenza di dotare l’Italia di un sistema fiscale equo, in grado di eliminare profonde incongruenze, per cui si registra, ormai da anni, un primato nefasto: il costo del lavoro tra i più alti d’Europa, pagato dagli imprenditori sempre meno motivati ad investire, e i salari più bassi, che impediscono la ripresa dei consumi e mortificano la professionalità e la dignità dei lavoratori.
Infine, rivolgendosi ai vertici del Partito Socialista Democratico, al Segretario nazionale, Renato d’Andria, il dirigente sindacale  ha affermato che un partito socialista moderno ha bisogno di tanta e sana aggregazione, di tanta e sana politica, e deve essere in grado di coniugare in termini nuovi le parole d’ordine di Saragat “case, scuole, ospedali” nel quadro della propria azione sociale che non può non vedere al primo posto la difesa dei lavoratori.
«La frammentazione, il frazionismo, insomma insistere sulle individualità a scapito delle comunità è un errore grave. Per vincere le pervadenti omologazioni dell’economia globale sarà necessario un fronte ampio di lotta e di elaborazione, che si deve formare a partire dal comune sentire, da forze politiche e sociali che hanno ideali e azioni indirizzate al progresso della società e dell’uomo».
Barbagallo ha messo in evidenza la forza della laicità nell’esperienza italiana e europea, chiamando a testimone d’eccezione Marco Pannella, il quale, a sua volta, ha indicato - nel suo intervento del quale riferiremo in seguito - nella “Rosa nel pugno” e nell’Internazionale Socialista due "fondamenti" da cui ripartire per ridare ampiezza e profondità alle esperienze d’ispirazione laica, di sinistra democratica e socialista.
Ancora, Barbagallo ha indicato nell’elezione di Papa Francesco un rinnovato spirito di proselitismo della Chiesa cattolica, di adeguamento alle istanze della post-modernità, cui dovrebbe seguire un’analoga iniziativa degli uomini e delle donne libere, che credono nella laicità della loro individualità e in quella dello stato.
«A questo riguardo gli stessi Patti Lateranensi andrebbero rivisti», ha affermato il leader della UIL tra gli applausi di una sala attenta e piena oltremisura.